Tecnologia come strumento di visione, studio e progetto.
Non per sostituire la mano, ma per allenare lo sguardo.
L’intelligenza artificiale, per un artista, non è un sostituto del fare, ma un mezzo per esplorare possibilità, confrontare linguaggi e interrogare l’immagine prima di realizzarla.
L’AI è uno strumento di studio e sperimentazione: consente di esplorare ipotesi, analizzare strutture compositive e generare spunti da trasformare in opere reali, in dialogo con la storia dell’arte e il presente.
Se l’AI allontana dal fare, non serve. Se aiuta a vedere meglio e a scegliere con più lucidità, diventa uno strumento artistico vero.